mercoledì 16 maggio 2012

La forza delle parole.

Ieri ho ricevuto una mail che non mi aspettavo.
 Una di quelle cose che d'improvviso capitano e tu rimani lì senza fiato, 
con gli occhi persi nell'infinito. 
Sono quei momenti che porterai con te per sempre!
Le parole! Quanta forza hanno!
Possono ferire o donare Amore... sempre e solo loro.
Quando scrivo, qualsiasi cosa possa scrivere, di qualsiasi argomento io possa parlare, lascio che le parole vengano fuori dall'anima. Non metto mai barriere, cerco di non ostacolarle mai.
Credo sia questo l'unico modo per arrivare ai cuori di chi legge e ascolta le nostre parole.

Letizia

Le forme dell'Amore...


A volte mi chiedo qual è il modo migliore di amare. Se c'è una forma giusta o sbagliata. Me lo sono chiesta spesso negli ultimi tempi. Me lo sono chiesta quando mi sono ritrovata ad ascoltare parole brusche, dette con rabbia, alle persone che si dice di amare. Mi sono ritrovata con una mano stretta sul cuore a chiedermi perché. Perché si tende a puntare il dito? Perché si cerca di trovare un cavillo per sparare sentenze? Perché negli occhi divampa la rabbia e non la passione? 
Divampa il rancore e non l'amore?
Perché dalle labbra vengono pronunciate parole forti, vengono urlate colpe e dispiaceri? 
Perché le mani non stringono mani ma le dita indicano? 
Perché non c'è un abbraccio ma spalle voltate?
E se provi a chiedere: credi questo sia amore?
Ti risponderanno: Si, lo è!
E allora mi chiedo: quale forma d'amore può essere? 
Può esistere un amore che giudica, urla di rabbia, parla di se e non ascolta? 
Un amore che vive di sofferenza e lacrime, che vive di rimpianti e colpevoli da trovare, di difetti e del non sopportare, di lontananze e non condivisioni... può esistere? Può essere amore?

"Aurora credi che tutte queste persone stiano sognando?"
"Certo! Tutti sognano, o almeno, dovrebbero farlo!"
"Allora stanno vivendo?"
"Si, stanno vivendo."
"Anche amando?"
"Si, anche amando."
"Quindi Amano, Vivono, Sognano?" chiese Mondosigis.
"Si, credo di si! E tu? Cos'è che pensi?" domandò a sua volta Aurora.
"Non credo lo stiano facendo!"
"Perché no?"
"Credo che Amare equivalga a Sognare, e Sognare equivalga a Vivere. 
Ed io non credo stiano vivendo!
Amare è un donare, un condividere qualcosa. Non è un bisogno. Non è un atto di egoismo. 
Non è possedere... incatenare... Credo che più che Amore sia un bisogno mascherato d'Amore!"
"Quindi l'Amore di cui parli nasce dove non c'è bisogno d'amore... giusto?"
"Giusto! L'Amore nasce nel silenzio, nella pace interiore, non nel caos."
[...]
"Faranno un viaggio ma non ne godranno. Saranno dormienti... [...] e quando si sveglieranno forse sarà troppo tardi. Avranno perso la possibilità di godere delle infinite sfumature
 che la vita aveva offerto loro!"
"Forse non è tardi!" le dissi io.
"Hai ragione. Non è mai troppo tardi per Amare!"

Da Un sogno da ritrovare

martedì 15 maggio 2012

Un sogno da ritrovare. Un messaggio per me.

Oggi ho ricevuto un messaggio da una persona che ha letto Un sogno da ritrovare. E' una ragazza che non mi conosce personalmente e quindi, il suo giudizio, è sicuramente libero da ogni forma di condizionamento. Sapere che sono riuscita ad emozionare attraverso le parole, leggere che il mio romanzo è Un libro delicato, poetico in alcune parti, che parla di sentimenti con una delicatezza che al giorno d'oggi raramente si trova, mi ha strappato un sorriso e mi ha riempita di gioia. 
Devo essere sincera con chi legge le mie parole.
Io amo questo romanzo. Lo amo con tutta me stessa. E' parte di me ed io sono parte di quelle pagine. 
Mi emoziona pensarci e, ancor di più, rileggere la storia di Sigismondo.
Credo in quel romanzo, credo nella forza che ha di poter emozionare!
Questo è il motivo che mi ha spinta a pubblicarlo. Questo e nessun'altro.
Ricevere dei pareri positivi davvero mi riempie di gioia, e non finirò mai di ringraziare tutti quelli che hanno acquistato il romanzo e hanno posato il loro sguardo sulle pagine di Un sogno da ritrovare.
Grazie! Grazie! Grazie!
E un grazie, come scritto anche nel libro, va alla forza dei miei sogni, che nonostante tutto, 
non mi hanno mai lasciata sola.

"Cosa direi ai due protagonisti? Beh, credo che... gli direi di continuare a sognare. Di non smettere mai di farlo, dovunque le loro strade li portino e comunque andranno le cose per loro. Non smettere mai di farlo, perchè è l'unico modo per rimanere vivi!"

Da Un sogno da ritrovare



venerdì 11 maggio 2012

Sii imprudente e soprattutto dona.

Ciao a tutti!!
Qualche tempo fa, pubblicai su questo blog, degli estratti di un libro che avevo letto e che mi aveva particolarmente colpito. Lo avevo definito struggente per quanto forte fu leggerlo!
Decisi di parlarne sul mio blog perchè avevo voglia di passare ad altre persone la voglia di leggerlo e provare delle belle emozioni nel farlo. 
Lo farò anche oggi, con un libro diverso, e cercherò di farlo anche in futuro. 
Userò il mio blog, non solo per condividere con voi pillole di Un sogno da ritrovare, ma anche le pagine dei libri che a me, hanno lasciato e lasceranno qualcosa.


Se hai paura di farti male, aumenti la probabilità di fartene sul serio.
 Guarda i funamboli: secondo te, quando camminano sulla corda tesa pensano che potrebbero cadere? No, accettano il rischio, e assaporano il gusto che procura scampare al pericolo. Se passi la vita cercando di non romperti niente, ti annoierai tantissimo, credimi... Non conosco nulla di più divertente dell'imprudenza! [...]
Ascoltami con molta attenzione: l'unica cosa, come dici tu, che ti permetterà di sedurre la donna dei tuoi sogni è proprio il tuo cuore. Non quello a forma di orologio che ti hanno aggiunto alla nascita. Parlo di quello vero, quello che sta sotto, fatto di carne e sangue, quello che palpita. E' con quello che devi lavorare. Dimentica i tuoi problemi di meccanica, così li renderai meno importanti. 
Sii imprudente e soprattutto dona, dona te stesso senza pensare!



Da La meccanica del cuore
Mathias Malzieu

Un sogno da ritrovare. La notte stava scendendo...

La notte stava scendendo come un velo delicato sulla città e Sigismondo era lì ad attenderla. Da Ponte alle Grazie osservava il sole che pian piano scendeva perdendosi dietro Ponte Vecchio. In quei pochi minuti e in quella cornice dorata, si creavano intense e suggestive sfumature, passando da un caldo arancio al blu intenso della notte che avanza. [...]
Sigismondo era evidentemente avvolto e coinvolto nel gioco di luci ed ombre che davanti ai suoi occhi andava creandosi, tanto da non accorgersi che qualcuno, a pochi passi da lui, lo stava osservando. Avvolta in un foulard verde corallo, mosso dal leggero venticello che a quell'ora si era levato, una giovane donna scrutava un uomo che aveva occhi per qualcos'altro. [...] I capelli scuri erano sciolti, abbandonati al volere di leggeri soffi provenienti dalle sue spalle e gli occhi... beh, immaginai scuri come la notte che stava per arrivare.

Da Un sogno da ritrovare 

giovedì 10 maggio 2012

Un sogno da ritrovare. Occhi...

Quando scopri d’improvviso che la vita ti sorride ancora,
non vorresti nient’altro che mantenere quell’irrefrenabile voglia di mostrare al mondo la felicità che ti assale, invade, ricolma e straripa da ogni parte del corpo. Ti senti diverso, migliore e in grado di superare qualsiasi montagna sia lungo il cammino, ad attendere solo il tuo arrivo.  Respiri finalmente a pieni polmoni, lasci che il sole ti accarezzi e illumini,
porgi sorrisi a sconosciuti che incrociano il tuo percorso.  Vivi.
Semplicemente vivi.
Mi chiedo se vi è mai capitato di incrociare due occhi straripanti di vita.
Beh, a me molte volte e il sentimento che ne è derivato non è stato sempre lo stesso.
A volte quegli occhi ti catturano, coinvolgono a tal punto da ricordarli e ammirarli ogni volta che nel ricordo riaffiorano. Altre volte quegli stessi occhi ti allontanano. Quella vita così vita, di colpo ti respinge e getta in un angolo. E lì, del tutto indifeso, resti con le mani sul volto per non incrociare di nuovo quello stesso sguardo. Altre volte, il più delle volte, quegli sguardi non vengono neppure incrociati. Occhi bassi su volti spenti pervadono il nostro tempo. Occhi che non incrociano occhi. Occhi che non ammirano mai la bellezza del cielo, o il vibrare di ogni singola stella. Occhi che non vedono il volo libero di un gabbiano o il semplice sorriso di un uomo al proprio fianco. Con lo sguardo basso, l’asfalto diventa il loro orizzonte, e nemmeno un fiore, fattosi spazio in quel nero di morte per riprendersi in mano la vita, riuscirebbe a catturarne l’attenzione.  Mi chiedo spesso se è questo il mondo che volete.  Se davvero lo desiderate invaso da sguardi di morte. Se davvero per l’incuria e la mancanza di rispetto vorrete vederlo scolorire a poco a poco. E’ come se l’aveste infilato in una lavatrice e pian piano i colori si stessero perdendo.  Dov’è l’interruttore per fermare tutto ciò? Forse basta davvero guardarsi dentro. Forse basta soltanto imparare ad amare. Semplicemente Amare. E per farlo basterebbe ascoltare una voce. Una soltanto. Perché l’unica a possedere la purezza che manca in ogni altra.



Da Un Sogno Da Ritrovare


Letizia

venerdì 20 aprile 2012

Cambiare percorso.

Vi è mai capitato di sentirvi inadeguati in determinati luoghi o situazioni? Di sentirvi mancare il respiro perchè la vostra vita vi sta stretta? Cos'è che avete fatto?
Ieri , un volto a me sconosciuto, mi ha chiesto se era da pazzi lasciare una situazione lavorativa che toglie il fiato, abbandonare tutto e andar via. Beh, forse è da pazzi, ma credo sia coraggioso e giusto farlo.
 Giusto per se stessi. Per vivere una vita piena e che renda felici. 
E poi, perchè è da pazzi cambiare percorso? Non potrebbe esserlo restare?
Vi sto parlando di questo, perchè in realtà vi sto parlando anche e soprattutto di Un sogno da ritrovare. Perchè? Perchè cambiare il proprio percorso di vita per cercare la propria strada, quella che rende felici, felici davvero, è la storia di Sigismondo. Un giovane uomo arrivato ad un bivio: continuare a vivere una vita che forse altri hanno scelto per lui o scegliere di cambiare; scegliere un percorso diverso.

E se non fosse questa la strada giusta?
Io sono qui che cammino... cammino... cammino... Non mi fermo a guardare. Non mi fermo ad ascoltare. Mi lascio guidare. Dall'altra parte è il contrario.
Forse la differenza sta proprio in questo:
noi trasportati dalla corrente verso una meta,
loro trasportati dall'amore, dalla passione, verso il godimento di ogni singolo attimo!
Forse per essere felici bisogna avere soltanto un po' di coraggio [... ]
Voglio poter scegliere i colori, i suoni, gli odori, che riempiranno la mia vita. Voglio poter scegliere la casa in cui abitare, per starci bene dentro, sia oggi che in futuro.
Voglio poter scegliere!

( da Un sogno da ritrovare )

Letizia

martedì 17 aprile 2012

Un sogno da ritrovare


“Dimmi una cosa? La ami? ”
Ettore fissando lo sguardo della madre quasi a voler scorgere chissà cosa, sembrò non voler rispondere alla domanda. Sua madre allora riprese la parola.
“Stella è una carissima ragazza. Mi piace molto. Sto bene con lei… ” 
Interrompendola: “Allora cosa c’ è che non va? ”
“Questo vale per me! Allora... la ami? ”
Con tono infastidito: “ Ma perché mi fai questa domanda? ”
“ Perché l’Amore è vita! Ed io non vedo vita in te! Non la vedo nei tuoi occhi! ”
“ Cos’ è allora che vedi in me? ”
“ Sconfitta. Dispiacere. ”
 Ettore abbassò gli occhi, come a voler fuggire da quelle parole. Ma a volte ci son parole che entrano di prepotenza dentro e continuano a risuonare, a scavare, a creare dolore e sofferenza. Quanto più si cerca di non ascoltarle, tanto più loro continuano imperterrite nel loro andare. E il solo modo per liberarsene è guardarle dritte in volto. Ed Ettore lo sapeva. Ma sapeva anche che guardarsi dentro e ascoltare le tante voci che lo attanagliavano ormai da tempo, equivaleva a dover rendersi conto di errori fatti e situazioni da capovolgere. Era doloroso, e lo sapeva, per questo continuava a non ascoltarle, a far finta che tutto andasse bene. Ma purtroppo, prima o poi, avrebbe dovuto farlo. Ascoltare. Era questo un altro dei suoi limiti. Sembrava non sapesse farlo. O lo faceva solo a tratti. Forse solo con sua madre, verso la quale nutriva grande stima e amore. D'altronde era l'unica che gli era stata sempre vicina, e con la sua dolcezza innata, aveva sempre aperto uno spiraglio di luce in quell'universo buio, da lui creato, che lo avvolgeva totalmente. Era con lei che riusciva a parlare rimanendo calmo. Era con lei che non aveva paura di dialogare. Era con lei che i sorrisi riuscivano a stamparsi sul viso. Era con lei, e con lei soltanto, che dimenticando tutto quello che lo circondava, riusciva ad abbandonarsi a quelle dolci parole cariche d'amore. Era un altro con lei. Forse quel bambino che io ricordavo ancora, era rimasto celato in qualche angolo di quel grande corpo, e solo a tratti riusciva a sconfiggere la possente forza dell'involucro e a venir fuori.


Da Un Sogno da ritrovare



venerdì 13 aprile 2012

"Un uso qualunque di te" di Sara Rattaro



Come promesso, oggi vi lascio qualche riga tratta dal romanzo di Sara Rattaro,
Un uso qualunque di te.

Come faccio a spiegartelo, Viola? Come faccio a dirti che è per lei che io ho imparato ad amarmi, 
che è lei la mia radice, che è la sua stanza che io chiamo casa, che so cosa le piace e cosa le dà 
ribrezzo, a chi ha dato il primo bacio perché sono quasi morto quando me l’ha raccontato, che è tra 
le mie braccia che è caduta quando ha fatto il primo passo della sua vita. […] Ho lottato contro la 
febbre alta, contro il suo mal di mare, le ho spalmato il talco mentolato perché la varicella non le 
segnasse la pelle, l’ho seguita la prima volta che è andata a scuola da sola, mi sono morso la lingua 
e ho trattenuto le mani quando è tornata a casa in lacrime perché le avevano spezzato il cuore. […] 
Ho studiato la storia dei romani tre volte e so Dante quasi a memoria perché lo imparasse anche lei. 
Ho passato serate intere a farle ripetere le tabelline e poi tempo dopo quelle stesse sere le abbiamo 
spese a parlare del valore della verginità e del sesso. Ho provato a spiegarle cosa sono i maschi, 
sperando e pregando Dio che non li incontrasse mai. 


http://narrativa.giunti.it

E' stato definito Un'emozionante confessione femminile così autentica da lacerare il cuore;
non potrebbero esserci parole più giuste per descrivere quello che si prova leggendolo. 
Quelle parole esplodono dentro e lasciano senza respiro. 
Struggente.

Provate a leggere le prime pagine, vedrete che entrerete nel mondo di Viola e non riuscirete ad uscirne
se non, dopo essere arrivati fino alla fine. 


Letizia




mercoledì 11 aprile 2012

Dopo un piccolo inconveniente... eccomi qui di nuovo!


E’ da un po’ che non scrivo. Beh, a volte la tecnologia aiuta, altre meno, e questo è il mio caso… la mia chiavetta internet mi ha abbandonata, non voleva proprio saperne di funzionare! Ma ora eccomi qui di nuovo a parlarvi di me, del mio libro e di quello che mi appassiona o appassionerà.
 In questi giorni, grazie a mia sorella, ho scoperto un romanzo uscito nelle librerie da qualche settimana, ho pensato di parlarvene perché mi ha totalmente coinvolta.
Sapete quelle pagine che proprio non riuscite ad abbandonare? Quelle che vi assorbono totalmente tanto da non riuscire ad uscirne nonostante il telefono squilli, la fermata dell’autobus si avvicini, vostra madre vi chieda qualcosa di incomprensibile alle vostre orecchie? Questo è quello che capita a me quando delle parole riescono a prendermi totalmente. Ieri ad esempio stavo rientrando a casa. Avevo il libro in borsa. Camminando percepivo la sua presenza, come se mi stesse chiedendo di esser tirato fuori e letto. E’ stata una sensazione strana perché di quella sensazione, mai provata prima, ne avevo scritto nel mio romanzo. “… avere quel biglietto in tasca gli metteva addosso una strana sensazione […] Era come se quel bigliettino si muovesse e tirasse a se le mani di Sigismondo. La curiosità era troppa. Non riuscì ad attendere nemmeno qualche minuto in più. Prese tra le mani quel biglietto. Compose il numero. E la chiamata partì…”
Io però, a differenza di Sigismondo, non l’ho tirato fuori dalla mia borsa perché non sono un granchè brava a leggere e a camminare insieme. Vi lascerò un post con una delle pagine più intense.
 Ma ora veniamo al mio di romanzo. Nel periodo in cui non sono riuscita a parlarvi, un po’ di persone, avendo letto il mio libro, mi hanno lasciato dei commenti. Questo è uno di quelli:
“… una prosa molto lieve, delicata, talvolta addirittura poetica, per un sentire che va oltre…”
E poi, sicuramente tutte le altre, piene di stupore, gioia e meraviglia per ciò che avevano appena finito di leggere. Grazie a tutti!

Letizia

P.S.
Il titolo del libro di cui vi ho parlato è: Un uso qualunque di te.